Il saggio di Fabio Armao Capitalismo di sangue. Come il neoliberismo trasforma violenza e illegalità in profitto (Laterza 2024) svela l’intreccio strutturale tra mercati globali, economie criminali e conflitti permanenti.
Una breve analisi dei contenuti grazie a Chat GPT.
Nel saggio Capitalismo di sangue, il sociologo Fabio Armao mostra come il neoliberismo globale abbia integrato al proprio interno la violenza e l’illegalità, non come deviazioni marginali ma come ingranaggi funzionali all’accumulazione.
Quello che Armao definisce “capitalismo di sangue” è un sistema in cui guerre, economie criminali e privatizzazione della forza diventano veri e propri modelli di business, alimentati dalla domanda mondiale e da catene del valore perfettamente inserite nell’economia ufficiale.
Mercato legale e illegale
Il libro evidenzia come la distinzione tra mercato legale e illegale sia ormai una finzione utile a mantenere la narrazione liberista. Nella pratica multinazionali, finanza speculativa e attori criminali si intrecciano su traffici di armi, droga, risorse naturali, tratta di persone e sicurezza privata.
Il neoliberismo, liberando i capitali e indebolendo gli Stati, ha creato spazi ottimali per queste economie “ombra”, che oggi generano stabilmente profitto e influenzano geopolitica, democrazie e diritti.
Nessuna deviazione criminale
Il saggio di Armao offre un quadro chiaro. Non esistono più “deviazioni criminali dal capitalismo”, ma un capitalismo che assorbe la violenza come infrastruttura, sfruttando instabilità, conflitti e disuguaglianze come condizioni produttive.
Una critica radicale che mostra come il neoliberismo, lungi dal portare sicurezza e progresso, abbia aperto la strada a un’economia globale in cui il sangue — metaforico e reale — è parte integrante del valore creato.
Dalla presentazione ufficiale Laterza

Se il delicato equilibrio tra stato e mercato viene meno e un capitalismo senza regole pretende di dettare legge, a rischio sono l’eguaglianza, la democrazia, la pace.
Le ultime guerre ne sono la prova. Frutto di scelte criminali compiute da leader che perseguono i propri interessi privati o di clan, trovano alimento in un mercato globale che oramai si dimostra perfettamente in grado di gestire in piena autonomia tutte le sfere interessate, finanziaria, produttiva e commerciale.
Dopo il 1989, con il superamento del mondo diviso in blocchi, ci si aspettava il trionfo della democrazia. E invece assistiamo al trionfo di un capitalismo in pieno delirio di onnipotenza, cui fa da contraltare la ritirata dello stato democratico. Graduale distruzione del welfare, abbandono delle lotte per i diritti, crescita esponenziale delle diseguaglianze.
A un secolo dalle guerre mondiali, l’attacco scatenato da Putin il 24 febbraio 2022 sembra aver riportato il mondo sull’orlo di un nuovo conflitto globale. E altre tragedie si stanno consumando intorno al nodo irrisolto tra Israele e Palestina. Poco o nulla del contesto odierno, tuttavia, ha a che vedere con il mondo del passato. E non si possono interpretare gli eventi odierni appellandosi a vecchie categorie.
L’invasione dell’Ucraina, ad esempio, va considerata come una conseguenza della globalizzazione fuori controllo. Si inserisce nel filone delle ‘nuove guerre’, che vedono protagonisti – insieme alle forze armate tradizionali – mercenari, terroristi, mafiosi e nelle quali la logica privatistica del mercato si fa gioco delle ideologie.
Il tempo è quasi scaduto: le democrazie devono riprendere terreno sul ‘capitalismo di sangue’, consapevoli del fatto che una guerra globale renderebbe inutile il capitalismo stesso.
L’autore
Fabio Armao è professore di Relazioni internazionali all’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni: Il sistema mafia. Dall’economia-mondo al dominio locale(Bollati Boringhieri 2000); L’età dell’oikocrazia. Il nuovo totalitarismo globale dei clan (Meltemi 2020); Le reti del potere. La costruzione sociale dell’oikocrazia (Meltemi 2020); La società autoimmune. Diario eretico di un politologo (Meltemi 2022). Collabora con la rivista “MicroMega”.
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