Michele Serra nota l’egemonia della superficialità e la semplificazione dei media: la realtà è una cosa complessa.
Quando parla il professor Barbero ci si ferma e si sta zitti ad ascoltare ammirati. Ci si inchina di fronte al suo coraggio e alla sua capacità di dire con facilità concetti e idee fuori dal coro. C‘è un altro intellettuale (non è una parolaccia) che si deve ascoltare sempre con rispetto. Difficile non provare nei confronti di Michele Serra una sana invidia per la capacità di argomentazione e quella ancor più rara di saper polemizzare con stile ed educazione (non è una bestemmia).
Col professore è vietato essere in disaccordo (ma tanto è impossibile possa capitare); con Michele invece ogni tanto succede perchè scendiamo dall’Olimpo al livello semidei e quindi con limiti umani. Ma è proprio in quelle occasioni che merita ancora più rispetto per la sua coerenza e serietà.
Nonostante questa premessa, i brevi passi che seguono fanno parte dei pensieri di Michele da sottoscrivere in toto. In questo mare di banalizzazioni, semplificazioni e superficialità su cui galleggiamo a fatica, bisogna valutare l’ipotesi di tatuarseli sul corpo a mo’ di salvagente.
Dalla newsletter di Michele Serra Ok Boomer de Il Post del 25-11-2024.
L’egemonia culturale non è della destra e nemmeno della sinistra, è della fretta, dell’emotività, della superficialità, dell’esigenza di rifugiarsi con la minore fatica possibile dentro l’opinione più semplice possibile.
È, lo ripeto, dei social, e momentaneamente di quei media tradizionali che, con incoscienza suicida, tendono a imitarne il linguaggio, con poche e preziose eccezioni, e a causa di questa emulazione fallita moriranno.
E dunque l’egemonia culturale appartiene ai semplificatori, e di rimbalzo alla destra populista che cavalca la semplificazione perché è la sola cavalcatura con la quale abbia familiarità.
Se, come credo sia, la realtà è complicata, la semplificazione è già di per sé una contraffazione. La semplificazione è un falso, nonché la madre di tutti i falsi.
