n’analisi della crisi del ruolo pubblico degli intellettuali e del loro rapporto con potere, cultura e società.
Il volume di Giorgio Caravale, Senza intellettuali, è edito da Laterza 2023.
Una sintesi dei contenuti per Noalternative.it con Chat GPT
Giorgio Caravale racconta il declino dell’intellettuale pubblico e l’ascesa di un sistema culturale piegato al mercato, alla politica e alla comunicazione semplificata.
In Senza intellettuali, lo storico Giorgio Caravale ricostruisce la parabola che ha portato alla quasi scomparsa dell’intellettuale pubblico in Italia. Il libro mostra come, dagli anni Ottanta in avanti, un mix di neoliberismo, spettacolarizzazione della politica e dominio dei media commerciali abbia progressivamente marginalizzato chi produceva pensiero critico, ricerca autonoma, analisi complessa.
Caravale descrive un passaggio chiave: l’intellettuale non è stato sostituito dal “popolo”, come vuole certa retorica populista, ma da nuovi intermediari del consenso — opinionisti televisivi, comunicatori, influencer, tecnici integrati nel potere — che non disturbano l’ordine economico dominante. La crisi non è solo di ruolo ma di ecosistema culturale: università impoverite, ricerca sottofinanziata, editoria schiacciata dalle logiche di mercato, giornalismo sempre più subordinato alle audience e ai capitali.
La privatizzazione del sapere
Il punto nevralgico del libro è la tesi secondo cui il neoliberismo, oltre a privatizzare servizi e diritti, ha anche privatizzato la produzione del sapere: ha reso raro, isolato e poco remunerato il lavoro intellettuale indipendente, privilegiando narrazioni semplici, immediate, emotive. In un Paese senza intellettuali — suggerisce Caravale — diventa più facile normalizzare disuguaglianze, concentrazione del potere economico e regressione sociale.
Senza intellettuali è così il racconto di una lunga erosione: non solo degli intellettuali, ma della possibilità stessa di un pensiero critico pubblico, condizione essenziale per contrastare l’egemonia neoliberista.
A questo link il video con la presentazione del libro da parte dell’autore.

Dalla presentazione ufficiale Laterza
«Una politica che, alternativamente, disprezza gli intellettuali e consegna loro le chiavi del proprio futuro; un ceto intellettuale che disdegna la politica ma non ha problemi a usarla e persino a guidarla, se solo balena la possibilità di avere un tornaconto personale, cioè denaro e potere, o quel surrogato del denaro e del potere che è la visibilità. Sta tutto in questo doppio movimento schizofrenico il cortocircuito tra società civile e classe dirigente politica che ha segnato la storia italiana degli ultimi trent’anni.»
Non sono più i tempi in cui Togliatti dettava la linea agli storici marxisti, in cui lo scontro tra Craxi e Bobbio produceva un mutamento nella linea politica di un partito, in cui gli intellettuali partecipavano appassionatamente alla vita politica del paese. Ormai non è più neanche il periodo delle fondazioni, dei think tank o degli intellettuali ad personam di una ventina di anni fa. Oggi, semplicemente, politica e cultura hanno ritenuto di poter fare a meno una dell’altra. Perché? E soprattutto, come si è prodotta questa frattura?
Un racconto avvincente delle tappe attraverso le quali si è arrivati a questa stagione del disamore, del disprezzo per i ‘professori’ da un lato, dell’inconcludenza e della vanità dall’altra. Un racconto che indaga le ragioni del discredito che ha investito le figure del politico e dell’intellettuale negli ultimi trent’anni; analizza il ruolo che in questo processo hanno avuto i mass media e l’università; riflette sulla dissoluzione di quel nesso tra politica e cultura, cruciale nella storia italiana del pieno Novecento. Un libro utilissimo che, senza giudizi moralistici, pone al centro una delle questioni più significative del nostro tempo.
L’autore
Giorgio Caravale insegna Storia moderna presso l’Università Roma Tre. Si occupa di storia culturale e religiosa dell’età moderna. È stato Lauro De Bosis Lecturer in History of the Italian Civilization presso la Harvard University e membro della School of Historical Studies dell’Institute for Advanced Study di Princeton. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Beyond the Inquisition. Ambrogio Catarino Politi and the Origins of the Counter-Reformation (Notre Dame University Press 2017); Censorship and Heresy in Revolutionary England and Counter-Reformation Rome. Story of a Dangerous Book (Palgrave 2017); Libri, uomini, idee. Studi su censura e Inquisizione nel Cinquecento(Edizioni di Storia e Letteratura 2021). Per Laterza è autore di Libri pericolosi. Censura e cultura italiana in età moderna (2022) e Senza intellettuali. Politica e cultura in Italia negli ultimi trent’anni (2023).
