Nella società digitale siamo noi i carnefici

Società digitale siamo noi i carnefici: uomo si marchia il braccio con un QR code.

“Nel panottico digitale non siamo solo prigionieri, bensì attivamente carnefici. Contribuiamo in prima persona alla creazione del sistema denudandoci e caricando volontariamente in rete tutti i dati relativi ai nostri corpi.”

Questa riflessione di Byung-Chul Han ci mette davanti a una realtà molto diversa da quella che immaginiamo. Spesso pensiamo di essere “derubati” della nostra privacy da poteri invisibili, ma la verità è che siamo noi i primi a consegnare le chiavi.

In questo nuovo sistema, non c’è bisogno di una polizia segreta che ci controlli: siamo noi a metterci in mostra ogni giorno, condividendo foto, spostamenti e abitudini. Caricando volontariamente i nostri dati in rete, diventiamo allo stesso tempo i prigionieri e i guardiani di noi stessi, aiutando il sistema a prevedere ogni nostra mossa.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO: Byung-Chul Han 2. Lo sfruttamento totale.

Il testo integrale in Italia è stato pubblicato nel volume Perché oggi non è possibile una rivoluzione, edizione nottetempo 2019.