“Nel panottico digitale non siamo solo prigionieri, bensì attivamente carnefici. Contribuiamo in prima persona alla creazione del sistema denudandoci e caricando volontariamente in rete tutti i dati relativi ai nostri corpi.”
Questa riflessione di Byung-Chul Han ci mette davanti a una realtà molto diversa da quella che immaginiamo. Spesso pensiamo di essere “derubati” della nostra privacy da poteri invisibili, ma la verità è che siamo noi i primi a consegnare le chiavi.
In questo nuovo sistema, non c’è bisogno di una polizia segreta che ci controlli: siamo noi a metterci in mostra ogni giorno, condividendo foto, spostamenti e abitudini. Caricando volontariamente i nostri dati in rete, diventiamo allo stesso tempo i prigionieri e i guardiani di noi stessi, aiutando il sistema a prevedere ogni nostra mossa.
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