No Alternative nasce per contestare il dogma neoliberista, promuovendo uno spazio intellettuale dove immaginare nuove soluzioni per la società.
There is no alternative (in italiano: “Non c’è alternativa”, spesso contratto nell’acronimo TINA) era uno slogan usato spesso dal primo ministro conservatore inglese Margaret Thatcher. Fu poi ampiamente adottato da altri politici a livello globale. Anche di sinistra.
In ambito economico e politico, la frase ha finito per sancire la presunta mancanza di alternative al libero mercato, al capitalismo sfrenato e alla globalizzazione come uniche vie percorribili per lo sviluppo delle società moderne.
Mettere in discussione il dogma
NoAlternative nasce con l’idea che quello slogan – diventato col tempo una credenza di senso comune, introiettato e fatto proprio anche dai partiti e dai movimenti di sinistra – abbia legittimato una deriva del sistema capitalistico in termini di disuguaglianze, diritti del lavoro, e sostenibilità ambientale.
Per invertire la rotta è fondamentale mettere in discussione questa credenza assoluta e irrazionale.
Nella vita dei singoli, così come nelle società complesse, le alternative sono sempre possibili. Se oggi non siamo in grado di vederle, forse semplicemente non siamo ancora stati capaci di immaginarle.
Iniziamo almeno a pensarle, solo allora ci sarà qualcuno che potrà provare a realizzarle.
