Un’analisi del sociologo Carlo Trigilia sul legame tra democrazia e capitalismo, partendo dalle tesi cruciali espresse da Martin Wolf.
L’intervento di Carlo Trigilia è stato pubblicato originariamente su Domani nel 2023. Nonostante il tempo trascorso, le riflessioni proposte restano di straordinaria attualità per comprendere le fratture delle società contemporanee. L’analisi prende le mosse dal saggio di Martin Wolf, La crisi del capitalismo democratico, di cui abbiamo parlato nella nostra sezione bibliografia.
Secondo Martin Wolf siamo di fronte a una crisi del fragile equilibrio tra sistemi politici democratici e il sistema economico capitalista. Carlo Trigilia, commentando l’opera del giornalista del Financial Times, sottolinea come un capitalismo dinamico che accresca il benessere collettivo non possa esistere senza una politica forte e indipendente.
L’equilibrio instabile tra politica ed economia
Il cuore della riflessione risiede nella definizione stessa di «capitalismo democratico», inteso come un equilibrio instabile tra due complessi istituzionali: politica ed economia. Come spiega Trigilia riprendendo Wolf:
«Instabile perché i capitalisti cercheranno di usare la ricchezza economica acquisita per condizionare la democrazia politica e creare e difendere posizioni di rendita sottratte alla piena concorrenza di mercato; o anche per scaricare sulla società i costi ambientali e sociali della loro attività».
Per mantenere questo equilibrio, è necessario percorrere un “corridoio stretto”: la politica deve essere sufficientemente forte da regolare l’economia senza però soffocarne l’innovazione. Il rischio, altrimenti, è quello di scivolare verso un «capitalismo della rendita» che alimenta plutocrazia e populismi.
La fine del compromesso socialdemocratico
Trigilia evidenzia come la rottura di questo equilibrio sia avvenuta con la fine dei cosiddetti “Trenta Gloriosi”. In quel periodo, il «compromesso socialdemocratico» garantiva che il lavoro accettasse l’economia di mercato in cambio di welfare, piena occupazione e redistribuzione.
A partire dagli anni Ottanta, la svolta neoliberista e la globalizzazione hanno cambiato radicalmente il quadro:
«L’innovazione tecnologica e il declino del fordismo da un lato e la globalizzazione dall’altro […] indeboliscono sensibilmente quella classe operaia con qualificazione e retribuzione medio-bassa che […] aveva costituito l’architrave dell’equilibrio precedente tra capitalismo e democrazia».
La conseguenza è stata una crescita esponenziale delle disuguaglianze e una crisi dei partiti tradizionali, in particolare di sinistra, che «attratti dalle sirene del neoliberismo non riescono più a rappresentare il loro elettorato tradizionale sul piano economico-sociale».
Il circolo vizioso: finanza e populismo
L’indebolimento della democrazia ha innescato un circolo vizioso. Una politica debole diventa preda di interessi particolari e incapace di regolare settori strategici come la finanza, che sottrae risorse alla produzione per generare rendite.
Trigilia richiama l’attenzione sulle proposte di Wolf, che guarda con interesse a ricette vicine al welfare capitalism delle socialdemocrazie nordiche:
«Un capitalismo sano e dinamico ha bisogno di democrazie forti […] Ricette alle quali bisogna a suo avviso guardare per trarne idee atte a contrastare la crisi del capitalismo democratico».
La sfida resta dunque quella di ricostruire un’autonomia della politica che sappia rimettere al centro il benessere collettivo e la sicurezza sociale, basi indispensabili per la tenuta di qualsiasi sistema democratico.
Di Trigilia abbiamo pubblicato su Noalternative anche un’analisi sulla deriva della sanità italiana.
