Riprendo alcuni passi di un interessante articolo di Enzo Risso che nella sua consueta rubrica Il canocchiale per il quotidiano Domani offre spesso spunti molto interessanti e originali.
L’articolo dal titolo Stop al neo-liberismo, la delusione anticapitalista ha investito l’occidente è del 7 settembre 2024 e lo trovare nella sua interezza sul sito Domani.
Un sistema iniquo
La premessa dell’autore è che “Il sistema economico attuale è ritenuto dai cittadini dei paesi occidentali, tra cui l’Italia, sempre più iniquo, produttore di disuguaglianze e di pericolose fratture sociali. Un modello di sviluppo che rischia di arrecare più danni che benefici”.
A sostegno della tesi riporta i dati di un’indagine realizzata in 22 paesi nel giugno 2024 da Ipsos global advisor secondo cui “Per la maggioranza dei cittadini di Francia (69 per cento), Germania, Svezia, Stati Uniti (63), Gran Bretagna (65) e Italia (61) il sistema economico attuale causa un’eccessiva disuguaglianza economica tra le persone”.
E penalizza i Paesi più poveri, così sostengono la maggioranza di francesi, svedesi, inglesi (59), italiani (58) e tedeschi (57), un po’ meno gli americani (48).
Risso spiega che “Il mantra liberista dell’arricchitevi e la convinzione che la presenza di una minoranza facoltosa sia un bene per tutti (la loro spesa e i loro investimenti, ripercuotendosi sulla società generano ricchezza per tutti), ha perso quasi ovunque di credibilità”.
Purtroppo proprio solo “in Italia c’è ancora una quota di illusi (60 per cento), mentre in Germania si scende al 26, in Francia al 36, in Svezia al 33, negli Usa, patria del neo-liberismo, al 36 e in Gran Bretagna, che con Thatcher è stata uno degli emblemi del laissez-faire, al 30”.
Le richieste
La ricerca evidenzia anche alcune misure concrete che le persone disilluse rispetto a un modello economico che ormai ha mostrato tutti i suoi limiti desiderano:
“investire sull’assistenza sanitaria per renderla gratuita o a prezzi accessibili (inglesi 84, tedeschi 75 e italiani 72);
rafforzare i diritti dei lavoratori e proteggere i posti di lavoro (italiani 74, inglesi 73, americani e tedeschi 71);
investire sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica, sui trasporti puliti e sulla riduzione dell’inquinamento dell’industria (inglesi 77, svedesi e americani 69);
rafforzare l’equilibrio tra lavoro e vita privata, con migliori servizi per l’infanzia e orari di lavoro flessibili (italiani 72, inglesi 71 e americani 70);
garantire una più equa rappresentanza di genere nei ruoli di leadership del governo e delle imprese (italiani 57, inglesi 60 e americani 56).
Grande consenso anche per leggi che limitano l’influenza politica delle grandi aziende nel processo politico (inglesi 70, americani 65, francesi 60 e italiani 55).
Nessuna rivolta anticapitalista in vista
Conclude Risso “Una presa di coscienza che è accompagnata, per ora, da forme di delusione e non conduce a movimenti di rivolta anticapitalista, ma genera rabbia e risentimento, alimentando spinte populiste e radicalizzazioni a destra. (…) Ma la sfida è sul campo: il fallimento liberista e i prezzi che fa pagare alla società rischiano di aprire la strada a nuove stagioni autocratiche e a tensioni e scontri sociali, con danni all’economia e alla tranquillità di tutti (super ricchi compresi)”.
Di Enzo Risso abbiamo già parlato in altre occasioni
Parole da recuperare 2 – Solidarietà
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