Servono ricette socialiste contro la monotonia delle privatizzazioni

Un cancello aperto con il cartello Proprietà Privata che svela una comunità a tavola: perché servono ricette socialiste contro la privatizzazione.

Pubblico la parte finale di un intervento di Sergio Labate dal titolo “Elaborare il lutto del ritorno di Trump, combattere l’irrazionalità non basta. ”. Apparso sul quotidiano Domani il 28 dicembre 2024, dopo la rielezione di Trump, resta sempre valido.

Il divorzio dal socialismo

Ma forse è proprio da qui che dobbiamo partire: dal divorzio della sinistra istituzionale da ogni idea di socialismo. E da una sinistra che in questi decenni non ha saputo opporre a questa privatizzazione del mondo se non lo stanco ritornello della superiorità della razionalità sulla volgarità del populismo.

La logica del male minore

Riproponendo sempre la logica del male minore, cioè dei progetti politici che al massimo garantiscono a qualcuno in più di potersi riparare nel chiuso della propria proprietà privata.

Redistribuire, espropriare

Dimenticandosi l’idea fondamentale del socialismo: che si tratta di redistribuire, di “espropriare”, di garantire l’accesso pubblico e universale ai diritti per tutti e senza condizioni, di mettere in salvo la società dalla tracotanza degli interessi privati, di “forzare la mano” per permettere ai più deboli di credere nel progresso. Il sogno di una cosa, appunto.

Contro la monotonia della privatizzazione

Ciò che dirigeva la razionalità e permetteva di definirla non semplicemente nei termini di un no ma di un sì. (…) Solo l’idea di elaborazione collettiva del socialismo contro la monotonia della privatizzazione potrebbe allontanare definitivamente il pericolo dei tanti Trump che si affacciano sulla scena del mondo.

Il fallimento del moderatismo. Un inganno da spiegare Un precedente intervento di Sergio Labate

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