La retorica tossica degli ambienti creativi: perché amare il proprio lavoro costringe spesso a scontare la ‘pena della fortuna’ tra sfruttamento e assenza di tutele
Questa riflessione di Andrea Colamedici e Maura Gancitano, contenuta nel saggio Ma chi me lo fa fare, smaschera la retorica tossica che domina spesso gli ambienti creativi e culturali. Se ami ciò che fai, il sistema ti chiede di accettare orari disumani, retribuzioni basse e assenza di tutele come se fossero una “tassa” necessaria sulla tua passione. La fortuna di non odiare il proprio lavoro diventa così l’alibi perfetto per giustificare lo sfruttamento: se ti diverti, non hai il diritto di pretendere diritti.
Per approfondire, leggi l’articolo completo: Ma chi me lo fa fare? 7 – Scegliere un lavoro da amare?
