L’esaurimento delle energie non è un fatto privato, ma la conseguenza di un ambiente lavorativo e un sistema fallimentare.
Francesca Coin nel suo saggio Le grandi Dimissioni riporta una esperienza citata nel volume di Christina Maslach dal titolo Burnout: The Cost of Caring (ne parliamo anche in Bibliografia).
L’analogia di Carol B.
Nelle parole di Carol B., un’assistente sociale: “Quando cerco di descrivere la mia esperienza a qualcuno, uso l’analogia di una teiera. Proprio come una teiera, ero sul fuoco, con l’acqua che bolliva, lavorando duramente per gestire i problemi e fare del bene. Dopo diversi anni, l’acqua era ormai finita, ma io ero ancora sul fuoco, una teiera bruciata, che rischiava di rompersi”.
L’inaridimento e il sistema
La Coin nota che “come l’acqua evapora da una teiera che rimane troppo tempo sul fuoco, così l’energia e la dedizione, in un operatore sanitario, lentamente lasciano spazio a un inaridimento emotivo, puntellato dal cinismo e dalla frustrazione, quando viene negato il tempo per riprendersi e riposare”.
Per questo il burnout non è una questione individuale, ma un problema istituzionale. Non deriva dalle persone in sé, ma dall’ambiente in cui si lavora.
