Si tende a confondere il successo con la mancanza di tempo libero, perché essere sempre indaffarati è diventato il segno di valore.
Pubblichiamo alcuni significativi estratti del secondo capitolo del libro di Andrea Colamedici e Maura Gancitano “Ma chi me lo fa fare”.
Questo approfondimento prosegue il percorso iniziato con la sintesi della loro introduzione al volume
e gli estratti del primo capitolo. In queste pagine, gli autori esplorano come l’occupazione perenne sia diventata il nuovo parametro della nostra rispettabilità sociale.
L’importanza di mostrarsi sempre impegnati
Dobbiamo radicalmente mettere in discussione quelle attività lavorative che sono innestate su ritmi e paghe ingiuste, e lottare per un cambiamento reale. Perché, contrariamente a quello che predicava la canzone, «solo chi non lavora fa l’amore».
Scrivono gli autori:
«Se storicamente l’astensione dalle attività lavorative è stata una conseguenza naturale della ricchezza, e il tempo libero cresceva proporzionalmente al denaro e al potere accumulati, oggi chi ha successo nella vita ha il dovere di mostrarsi sempre impegnato. Pena lo svergognamento pubblico e il crollo di credibilità.»
L’imperativo contemporaneo è farsi vedere indaffarati dai colleghi o dal pubblico, occupati in un’attività lavorativa di qualunque tipo. Solo se sei «pieno di lavoro» allora sei importante e meriti il riconoscimento altrui. Persino figure come Jeff Bezos o Elon Musk sembrano costretti a faticare e a «sbracciarsi sui social per dimostrare di esistere», malgrado le loro immense fortune.
Il consumo ostentativo
Il testo approfondisce poi le ricerche di Silvia Bellezza, professoressa presso la Columbia Business School, la quale mostra come il tempo libero sia stato in buona parte sostituito dal «consumo ostentativo o posizionale». È il fatto stesso di mostrarsi perennemente operosi che segnala agli altri il proprio valore.
«Gareggiare a chi si sobbarca il maggior numero di ore in ufficio, fisico e digitale. È motivo di vanto ridursi le ferie al minimo, dormire il meno possibile, attaccare sempre prima e finire sempre dopo. Lavori tanto? Allora sei cool, a prescindere da come stai.»
Uno stile di vita occupato e oberato dal lavoro è diventato lo status symbol delle persone di successo. A livello percettivo, una persona impegnata possiede le caratteristiche desiderate del capitale umano: competenza e ambizione. Di conseguenza: «più sei occupato, più sei interessante».
I segnali dello status
Nello studio condotto insieme a Neeru Paharia e Anat Keinan, Bellezza ha mostrato come mostrare la mancanza di tempo libero passi anche attraverso l’utilizzo di servizi e oggetti specifici. L’uso della spesa online o di prodotti come le cuffie wireless serve a potenziare lo status delle persone, indipendentemente da quanto siano davvero impegnate.
«Sempre più persone camminano con un auricolare nell’orecchio allo scopo, spesso inconsapevole, di mostrarsi e sentirsi indaffarati. Parte del lavoro è diventato il farsi vedere rapiti dalle mansioni con la giornata stracolma di cose da fare.»
Questa dinamica, concludono gli autori, finisce per sviluppare un «masochistico senso di colpa» in chiunque provi a sottrarsi a questa messinscena dell’iper-attività.
CONTINUA: Ma chi me lo fa fare? 4. All’assalto del sonno
