Se il burnout diventa una condizione universale, smette di essere una diagnosi e diventa il sintomo di un sistema malato
Questa riflessione dello psichiatra Richard A. Friedman, pubblicata sul New York Times e ripresa da Andrea Colamedici e Maura Gancitano nel saggio Ma chi me lo fa fare, solleva una questione cruciale: il burnout non è una debolezza individuale, ma un segnale di un sistema “inquinato”.
Se la soglia di stress che riteniamo accettabile continua a salire, la colpa della malattia non può essere del malato. Il burnout è il sintomo di un mondo in cui tutto — persino l’intrattenimento — è diventato lavoro.
Per approfondire la nostra analisi, leggi l’articolo: Ma chi me lo fa fare? 4 – All’assalto del sonno
